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Verità Ribaltate
EAN : 9782385897246
Édition papier
EAN : 9782385897246
Paru le : 7 oct. 2026
15,00 €
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- EAN13 : 9782385897246
- Collection : ROMANS
- Date Parution : 7 oct. 2026
- Disponibilite : Disponible
- Nombre de pages : 248
- Format : H:120 mm L:170 mm
- Poids : 249gr
- Interdit de retour : Retour interdit
- Résumé : Ce livre contient une série d'histoires inspirées de faits réels. C'est une histoire que j'ai écrite pour me raconter. Parce que vous n'avez pas ressenti le bisogno di farlo ? Il n'y a pas de divertissement unique, mais en réalité, je pense que les motivations sont si bonnes : la paix du tribunal, la vie, la solitude et aussi la mancanza de structure, d'institutions et d'associations à ceux qui rivalisent. Il bisogno di condividere, di êtree capiti, creduti. Le buttare fuori tout ce qui est son intérieur, spesso per anni. Est-ce que certaines personnes peuvent être victimes de violence de la part des femmes ? Absolument oui, dans la forme diverse, dans les modalités diverses et dans la nature et la vie diversifiée. Quiconque, comme qui que vous soyez, peut transmettre votre malgrado à quelqu'un qui est victime de violence dans une relation. Renseignez-vous, modifiez-le et signalez la partie la plus difficile. Parce que lorsqu'une femme commet une violence spesso, c'est une violence silencieuse, invisible, qui ne dure pas clairement, mais la dernière des ferites nell'animo di chi le subisce. C'est une violence plus subdola, difficile à montrer et spesso non riconosciuta de chi la subisce ne se manifeste pas dans sa forme plus grave et évidente. « Verità ribaltate » raconte cette histoire en préservant l'anonymat pour protéger la vie privée de la personne concernée, mais sans aucune censure, avec un langage cru, de manière directe et sans préjugés. Bonne lecture !
- Biographie : Mi chiamo Flaminia Bonanni ma il mio “alter ego social” si chiama flamiblonde. Non amo parlare di me e sono sempre stata molto riservata. Nella mia vita ho vissuto tante esperienze, anche all’estero, e questo negli anni mi ha portata a guardarmi intorno, a confrontarmi con realtà diverse dalla mia e a farmi domande, ma soprattutto ad avere un approccio critico verso la società in cui vivo. Quando ho iniziato ad usare i social ho deciso che la mia vita privata doveva restare separata e protetta, e così è stato. Nel 2020, durante la pandemia, ho iniziato a pubblicare dei meme, alcuni di attualità ed altri in cui in maniera ironica evidenziavo alcune incoerenze ed ingiustizie che vedevo nel rapporto tra uomini e donne. Qualche anno dopo, con l’esplosione dei reel, ho iniziato a dare vita ai miei meme con dei video, nei quali rappresentavo l’ipocrisia e il doppiopesismo di alcune donne, ed in particolare di quelle che oggi definisco “femministe 2.0”. In questi video parlavo di come spesso vengano utilizzati due pesi e due misure e del fatto che l’unica violenza riconosciuta e di cui si parla è quella commessa dagli uomini nei confronti delle donne. Tutto questo ha contribuito ad alterare la percezione della realtà. Questa narrazione distorta negli anni ha contributo a far nascere e ad alimentare una misandria diffusa, che ha portato molte donne e ragazze ad essere diffidenti a priori verso gli uomini: conosciamo tutti il famoso sondaggio dell’uomo e dell’orso. Considero sbagliate e pericolose le generalizzazioni, e non ritengo che le responsabilità del singolo debbano ricadere su un’intera categoria di persone. Il fatto di essere una donna non mi fa automaticamente schierare dalla parte delle donne, per partito preso. Ma non è facile esporsi su questi temi discostandosi dalla narrativa socialmente accettata, spesso si diventa bersaglio di insulti e critiche feroci, soprattutto da parte delle donne. Il fatto di essere madre mi fa sentire ancora più forte la responsabilità di fare la mia parte per far ritornare il buonsenso e l’equilibrio che oggi nei rapporti tra uomini e donne si sono persi. Il linguaggio del libro, così diretto e crudo, rispecchia quello che sono. Non ho mai amato la diplomazia, né fatto scelte di comodo, detesto il politicamente corretto e ritengo di avere un forte senso di giustizia. Ecco perché, quando mi è stato proposto di scrivere un libro, ho scelto questo tema totalmente impopolare ed inesplorato. Non per avere “l’approvazione maschile” come qualcuno potrebbe insinuare, ma perché lo trovo giusto.









